(RI)PARTIRE DAL MADE IN ITALY: GRAPPA NONINO

Grappa Nonino e l’arte della Distillazione: privilegio fin dal 1897. Qualità, innovazione, ricerca, professionalità e amore per il proprio lavoro sono il segno di distinzione. Ad Orazio Nonino, il capostipite, sono seguiti Luigi, Antonio, Benito con Giannola, Cristina, Antonella, Elisabetta e Francesca Nonino. Il 1897 è l’anno in cui Orazio Nonino stabilisce ai Ronchi di Percoto la sede della distilleria, esistita fino ad allora solamente sotto forma di alambicco itinerante, montato su ruote.

Nel 1967 i Nonino presentano “Acquavite Optima”, ottenuta dalla distillazione delle vinacce di aziende vinicole scelte perché più prestigiose: in etichetta l’indicazione dell’annata, i quintali distillati, i litri ottenuti ed il numero della bottiglia. Era il primo di una serie di esperimenti che avrebbero condotto alla realizzazione delle “Monovitigno”.

Il 1 dicembre 1973 a Percoto inizia la nuova era della Grappa. Benito e Giannola, nel rispetto della tradizione, rivoluzionano il sistema di produrre e presentare la Grappa in italia e nel mondo. Creano la Grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino, distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit.

I vitigni autoctoni sono stati salvati con il premio Nonino istituito da Giannola e Benito nel 1975 e che con il D.M. 14.06.1977 i vitigni autoctoni friulani prima vietati vengono autorizzati. Nel 1983 il Premio Nonino Risit d’Aur ottiene il regolamento CEE n. 382 con il quale i vitigni autorizzati nel 1977 diventano addirittura raccomandati, oggi fiori all’occhiello della viticoltura friulana.

5 Novembre 2020 Wine Star Award proclama Grappa Nonino Spirit Brand “Distillery of the year”. Il premio, creato da Wine Enthusiast e giunto alla ventesima edizione, premia la famiglia Nonino “per la sua visione di ridisegnare un distillato tradizionale per l’era moderna”. Grappa Nonino è il primo brand di grappa a ricevere un così alto onore negli Stati Uniti.

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Nel periodo più cruento finora attraversato in epoca recente Grappa Nonino ha sempre avuto un pensiero verso chi ha sofferto e continua a soffrire. Essendo la distilleria un’azienda alimentare ha continuato nella lavorazione in ottemperanza alle normative e adottando la modalità dello smartworking. Antonella Novino spiega che: “E’ stato molto emozionante vedere nonostante un periodo cosi complesso e difficile il cliente continuasse comunque ad apprezzare il prodotto”. La grappa Nonino è entrata a far parte del paniere degli acquisti e quindi ad essere un prodotto costantemente ricercato. L’estero rappresenta per Nonino una fetta molto importante del mercato.

Ancora Antonella Nonino: “Nel 1973 i nostri genitori hanno creato il Monovitigno apportando una rivoluzione nel mondo della grappa e una novità per gli intenditori stranieri. Il 52% del fatturato odierno è grazie al mercato estero e il prodotto è distribuito in 78 paesi diversi continuando ad esserlo anche nel periodo di massima difficoltà, c’è quindi stata una importante e fondamentale continuità. Per parte dei lavoratori è stata chiesta la cassa integrazione e adottato lo smartworking. Così facendo si è fatto in modo di mantenere una costanza nel lavoro per i nostri collaboratori”.

Non è poi banale ribadire che subito la Nonino ha provveduto a fare una donazione al reparto di terapia intensiva all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine poichè una realtà fondamentale per il territorio.

© 2019 Marc Fiorito // Gamma Nine Photography

La Grappa Nonino è inoltre reduce dalla nomina come “Migliore Distilleria al mondo” del 2019 ricevuta a San Francisco. Questo rappresenta un grande stimolo per andare avanti e mantenere la qualità altissima. La Nonino ha un metodo di produzione unico poiché è per il cento per cento artigianale. La distillazione avviene negli alambicchi in rame seguendo meticolosamente tutto il metodo produttivo. “La trasparenza è garantita anche attraverso la stampa delle informazioni importanti nell’etichetta sulla bottiglia” afferma Antonella Nonino.

Per Nonino la grappa è sempre stata innanzitutto passione. La materia prima, cioè la vinaccia, è freschissima sin dall’origine e questo è una aspetto certamente non trascurabile. Nonino ha da sempre fatto inoltre sperimentazione come il distillare l’uva intera e per farlo ha richiesto un’autorizzazione speciale alle Dogane nel 1984. Questo prodotto era un omaggio che i genitori volevo fare alle figlie che stavano crescendo. Per riuscire in tutto questo ci è voluto più di un anno di burocrazia.

Francesca Nonino è invece la giovane responsabile web dell’ azienda che ha iniziato da subito, ossia dall”inizio del lockdown, ad organizzare con la squadra dirette live attraverso degustazioni e ideazioni di cocktail con vari abbinamenti. A livello prodotto poi in azienda ci sono sempre idee nuove lavorando sempre a bei progetti e in continuo divenire come un nuovo prodotto con venticinque anni di invecchiamento, una barrique. Afferma Antonella Nonino: “La grappa nei cocktail è un qualcosa di affascinante, va lavorata e miscelata con una certa dose di conoscenza e creatività ma regala risultati davvero ad effetto wow”.

Non poco importante è inoltre per Nonino il territorio. La riscoperta dei vitigni che piano piano stanno scomparendo come ad esempio la Ribolla gialla. Il desiderio è di salvaguardare la biodiversità del territorio e il Premio Nonino ha proprio questa funzione ossia di salvaguardia e valorizzazione e in più è un premio completamente indipendente sostenuto dalla Famiglia Nonino. Inoltre è molto importante sottolineare come le sette cantine di invecchiamento Nonino custodiscano, sotto sigillo e controllo dell’Agenzia delle Entrate, 2455 barriques e piccole botti di legni diversi.

Francesca preparing a cocktail made with Nonino products

L’Italia, come il resto del mondo, ha subito una grave ferita. Il Covid19 è stata una piaga. Per tornare come prima e più forti di prima ci sarà bisogno di molto rigore e attenzione da parte del nostro Paese per riuscire a tutelare la qualità. L’Italia può vantare prodotti straordinari e unici poichè tutta la biodiversità è riconosciuta e decantata all’estero. Ora la creatività non è più la sola indispensabile ma servirà molta dedizione e una conoscenza rigorosa.

Grazie Antonella, grazie Nonino!

Buon viaggio spirito(so)!

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Illustrazione fondo pagina: © Violetta Pouedras

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