(RI)PARTIRE DAL MADE IN ITALY: ANDREA TORTORA

Andrea Tortora (AT Patissier) è figlio di pasticceri alla quarta generazione e con un forte curriculum internazionale alle spalle: da Parigi a Londra, da Singapore a Venezia. E’ stato per anni alla guida della pasticceria del ristorante St. Hubertus, conseguendo nel 2018 la terza stella Michelin come chef pasticcere. A soli trent’anni ottiene il riconoscimento di Maestro Ampi entrando a far parte dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Le guide de Il Gambero Rosso e Identità Golose lo hanno nominato Chef Pasticcere dell’anno 2017, mentre la Guida dell’Espresso lo ha insignito del titolo di Pasticceria dell’anno nel 2018.

Ph credit AT_©DanielTöchterle

Intervistare Andrea Tortora (AT Patissier) è in questo momento davvero un grande onore. Porta la sua firma anche il nuovo cornetto “Stellati gourmet limited edition” Algida.

Andrea Tortora pensa che in questo particolare e delicato momento storico sia arrivata l’occasione di rallentare. In questo frangente c’é bisogno di tornare alle cose semplici, quella semplicità che riscalda il cuore, dà sicurezza e fiducia alle persone, una pasticceria semplice e comprensibile che possa essere accessibile a tutti. Quel tipo di pasticceria che ricorda i momenti di gioia, di famiglia e di condivisione. La bravura del pasticcere sarà quella di mettere da parte il proprio ego personale mediatico e di business per poter regalare semplici emozioni alla portata di tutti.

Dopo questa situazione globale, Andrea Tortora afferma: “Per chiunque sia difficile avere una scaletta dettagliata, ma sono convinto che il nostro ‘savoir faire’ insieme allo spirito di adattamento ci salverà. Sarà fondamentale capire bene le esigenze delle persone, rivedere l’ordine delle priorità cercando di ripartire dalle basi e adattandosi alla nuova realtà“.

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Per Andrea Tortora inoltre il territorio è identificativo e molto importante. Oggi non sarebbe credibile un sistema sostenibile a km zero o semplicemente di una regione.  “Ovviamente cerco di capire al meglio quello che mi circonda, cercando di dare priorità ad un coltivatore o produttore locale, piuttosto che ad uno distante migliaia di km. Ma la base di questo deve essere la qualità oggettiva che parte da tutta la catena produttiva stessa. Fondamentale credo però che sia anche la conoscenza di prodotti del Mondo, e che una ‘contaminazione’ sia a livello di prodotto che di tecnica oggi possano fare la differenza”. Come non essere d’accordo.

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La sua visione ricca di esperienza e creatività nutre solide speranze per il “Fatto in Italia”. Andrea Tortora dice: “Credo che, come già anticipato in precedenza, il nostro ‘saper fare’ insieme al ‘Fatto in Italia’ saranno insieme la carta più vincente in assoluto che potremo avere per ripartire più forti di prima. E perché no, abbinato ad un ‘fatto su misura’ (tailor made)”.

Colpisce molto la sua visione imprenditoriale quando afferma: “Dal mio punto di vista ogni artigiano, imprenditore o industria sarà costretto ad un cambiamento oggettivo. Un cambiamento che porterà a modificare la proposta in base alle nuove esigenze. Non necessariamente per contenere i costi, ma per rispondere positivamente al nuovo scenario di mercato. Un’evoluzione fondamentale per la sopravvivenza”.

Quando vediamo che l’Italia è costituita da così tanto estro e genio non c’è che da sperare nel meglio, sempre in meglio.

Grazie ad Andrea Tortora di AT Patissier.

Buon viaggio nel gusto!

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Illustrazione fondo pagina: © Violetta Pouedras

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Andrea Tortora (AT Patissier)

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