ABBAZIA DI MONTE OLIVETO MAGGIORE: ACCOGLIENZA E SPIRITUALITA’

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore: accoglienza e spiritualità che si estendono lungo il crinale di una collina nel cuore delle Crete Senesi. L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore è ubicata nella campagna toscana prospiciente alla famosa Val d’Orcia, una perla incastonata in un territorio famoso e variegato. Variegata è pure la composizione delle componenti essenziali dell’Abbazia: arte, lavoro, spiritualità, accoglienza.

Risiede qui una comunità monastica composta da 30 monaci e questa Abbazia è il punto di riferimento internazionale della Congregazione Olivetana dell’Ordine di San Benedetto. Un centro quindi di assoluto rilievo poiché qui è nata la Congregazione Benedettina Olivetana e l’Abate è ad un tempo Superiore maggiore e Padre dell’intera comunità olivetana mondiale.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore è uno scrigno ricolmo di tesori artistici tra i quali spicca il pregevole lavoro dell’intarsiatura e intagliatura del coro, 125 stalli distribuiti in due ordini del 1500 che occupa l’intero braccio lungo della Chiesa abbaziale. Fra’ Giovanni da Verona monaco olivetano, l’autore dell’opera e dell’intarsio, è il primo artista a lavorare l’intarsiatura introducendovi il senso della prospettiva.

Un ulteriore elemento di pregio, ritenuto la meraviglia di Monte Oliveto Maggiore, è il ciclo pittorico presso il Chiostro Grande che raffigura le varie fasi della vita di San Benedetto come riportata nel Secondo Libro dei Dialoghi scritto da San Gregorio Magno. L’importanza dell’opera è riscontrabile in particolare modo per la qualità del lavoro e per le sue dimensioni, quali non si riscontrano nei chiostri di altre abbazie celeberrime, il tutto dipinto da due tra i più importanti artisti rinascimentali ovvero Luca Signorelli e Antonio Bazzi detto il Sodoma. 

Non da meno, in quanto ad importanza e pregevolezza, il Refettorio Monumentale, interamente affrescato nel ‘600 dal monaco Paolo da Alfidena dove tutt’oggi avviene la vita comunitaria dei monaci con il consumo dei pasti. La Biblioteca con la Sala Capitolare espongono un corredo artistico e bibliofilo monumentale di pregevole rilevanza storica.

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Un aspetto determinante che caratterizza l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, oltre alla spiritualità, è senz’altro quello del lavoro agricolo svolto direttamente dai monaci. L’auto sostentamento che deriva dal lavoro delle proprie mani viene qui interamente realizzato come prescritto dalla Regola di San Benedetto. Da settecento anni la comunità monastica è impegnata nella coltivazione agricola e nella produzione di pregiati vini rossi e bianchi, olio extra vergine di oliva, cereali, liquori e grappe. L’azienda agricola dell’Abbazia da sempre applica un processo produttivo di agricoltura a basso impatto ambientale, rispettoso delle risorse naturali e delle biodiversità per questo è stata scelta la via della certificazione biologica. Altra componente importante della vita del monastero è l’accoglienza non solo turistica, ma anche e soprattutto spirituale

Chi arriva all’Abbazia come ospite è invitato ad accostarsi alla realtà del luogo per dare forma e corpo ad una ospitalità qualificata di tipo spirituale. La comunità dei monaci si riunisce sette volte al giorno per celebrare la liturgia cantata interamente in gregoriano. Ovviamente l’accoglienza è aperta a tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza intensa di spiritualità ovvero di incontro con il Signore in un clima di silenzio e pace, a contatto con la natura.

La vita della comunità monastica segue il binomio fondamentale e imprescindibile della Regola di San Benedetto: Ora et Labora. La Regola qualifica e ritma la giornata intera del monaco. Il lavoro e la preghiera, tesi alla ricerca di Dio, si nutrono così vicendevolmente. 

Agli gli ospiti, che decidono di soggiornare e rimangono a pernottare presso l’Abbazia, non vengono imposte regole rigide ma certo ci si aspetta rispetto profondo per il silenzio, la contemplazione, la preghiera e per l’ambiente naturale incontaminato che fa da cornice all’Abbazia. Tutto questo nello spirito di facilitare il rapporto personale con Dio, cercando di sintonizzarsi con la particolare atmosfera fatta di silenzio, ma allo stesso tempo di pacato incontro, anche quando ci si confronta e parla con i monaci.

Il turismo può diventare veicolo per l’incontro con la spiritualità e questa un modo efficace per vivere il turismo in maniera più consapevole, cercando di ritrovare sé stessi, il bello e buono che c’è in ognuno di noi, quale riflesso del Bello e del Buono che sono attributi di Dio, sommo Bene. Nella tradizione monastica benedettina si è sempre cercato di fare della via pulchritudinis, ovvero la via della bellezza, occasione di incontro con Dio. Dobbiamo però chiederci cosa intendiamo davvero per turismo? 

Visitare un luogo o vivere un’esperienza? Molti visitatori giungono all’Abbazia magari per caso o solo per turismo. Tante persone però alla fine finiscono per farvi un’esperienza intensa e intima o riscoprono la forza per rinnovare la loro spiritualità. Il Monastero esercita una forza attrattiva centripeta per ilbisogno stesso di infinito che ogni persona ha dentro di sé. Il luogo è di per sé un posto che interroga e interpella, anche nel silenzio.

Una persona che arriva all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore non vede solo molte opere artistiche o un complesso monastico meraviglioso, ma un luogo che pulsa vita. Vita fatta di preghiera e di lavoro nella contemplazione del creato, e questo interpella qualsiasi animo sensibile, è qualcosa di più grande, qualcosa che “parla”, capace di toccare il cuore, di comunicare un messaggio, di elevare l’animo.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore: accoglienza e spiritualità perché se avete come meta la Val d’Orcia dovete assolutamente considerare di ammirarne il tesoro artistico e spirituale.

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Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

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Val d’Orcia

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