MALDIVE FAI DA TE: LA STORIA DI GIACOMO

Maldive fai da te, ebbene sì, anche questo è possibile. Oggi Viacolbento lascia la parola a Giacomo e Samura island. Una storia che si potrebbe definire una lezione di vita. Prendere per le redini il proprio cammino e sbocciare al meglio e per il meglio dando ascolto alle vere ed intime ambizioni che ognuno di noi ha ma che non tutti, per tante ragioni, vogliono o possono assecondare.

Immaginatevi un atollo maldiviano, piccolo. Un mare di cristallo, qualche delfino che fa capolino, tramonti da capogiro e una struttura intima, raffinata ma semplice e ben integrata con la specialità del posto: la natura incontaminata.

Ora ecco a voi Giacomo che ci racconterà un po’ della sua vita, dalle Maldive live with love!

Giacomo è nato ad Ercolano, proprio sotto al Vesuvio, dove ha vissuto la sua infanzia fino all’età di 7 anni per trasferirsi poi con tutta la famiglia  a Roma. Secondo di quattro figli e cresciuto in un quartiere periferico romano. Dopo il diploma ha iniziato subito a lavorare. Per un po’ di anni parcheggiatore abusivo fuori dagli ospedali romani fino a quando all’età di 20 anni ha iniziato a fare il cameriere in un grand hotel di Roma. E’ cresciuto e si è innamorato, giorno dopo giorno, sempre più di quello che faceva finché all’età di 28 anni è diventato maître con un contratto a tempo indeterminato. La sua vita andava benissimo a Roma e non pensava minimamente di lasciare un lavoro che gli piaceva, ma a trent’anni organizzò un viaggio alle Maldive, in barca.

Un bel giorno fece un’ escursione in un’ isola di pescatori, da quel momento la sua vita è cambiata. Il colpo di fulmine come si suol dire. Ha conosciuto un locale che viveva su quest’isola, a nord di Male, nell’atollo di Kaafu, l’isola di Thulusdhoo. Spartana, vera e selvaggia: è stato amore a prima vista. Shaid (il nome dell’amico maldiviano) vedendo Giacomo meravigliato da come stesse vivendo quella breve sosta gli chiese se fosse interessato a collaborare con lui facendo pubblicità alla sua guesthouse. Da poco il governo Maldiviano aveva dato la possibilità ai locali di affittare le loro case, da qui le guesthouse, e gli propose la possibilità di vivere sull’isola nonché di lavorare con lui.

Una volta tornato in Italia il chiodo fisso di Giacomo era costantemente quell’isola. Dopo tanto e tanto pensare alla fine decise di prendersi un aspettativa dal lavoro e provare questa nuova avventura. Alla fine contro la volontà della sua famiglia, una famiglia meridionale contraria al suo dover lasciare Roma ed un posto fisso a 30 anni, decise di ripartire. Giacomo però, nonostante tutto, sentiva dentro un’ energia speciale. Alla fine lasciò la stabilità in Italia per raggiungere l’isola di Thulusdhoo. D’altronde pensò che se non lo avesse fatto subito non lo avrebbe fatto mai più.

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Appena arrivato non fu certo facile: vivere nelle case locali con il tetto in lamiera, l’acqua del bagno presa da un pozzo con un secchiello e la camera intrisa di scarafaggi e qualche topo. Inoltre la popolazione di 600/700 persone che vive sull’isola non lo vedeva proprio il benvenuto, non capivano bene cosa stesse facendo nel loro villaggio. Tutti o quasi sapevano che stava là per aiutare il suo amico maldiviano ma non erano ancora abituati a veder vivere sulla loro isola un ragazzo italiano. All’inizio la sensazione fu quella di spaesamento ma la cosa che contava di più per Giacomo era uscire dalla camera ed essere felice di poter vivere una vita a piedi scalzi, senza troppe pretese.

Giorno dopo giorno grazie ai social ha iniziato a condividere tutto quello che lo circondava e a migliorare con i primi guadagni questa casa locale che Shaid affittava per i turisti. Dopo un anno, visto che le persone iniziavano a dare credibilità arrivando dall’Italia, propose al suo amico di costruire nuove camere completamente in legno. Dalle Maldive prende e parte arrivando a Bali, in Indonesia, dove vivono anche due amici. Grazie al loro supporto riesce ad organizzare un container pieno di legno con alcune case prefabbricate fatte di un legno speciale proveniente dal Borneo. Torna alle Maldive in attesa del container con tutto lo staff indonesiano pronti per costruire il sogno.

Da qui nasce Samura Maldives, camere sulla spiaggia vista mare costruite tutte in legno e vetro (detta così sembra facile ma dietro a tutto ciò c‘è una filosofia e un mondo). Appena inaugurata la nuova struttura con le persone che già erano state nell’isola e in più grazie alla pubblicità fatta in poco tempo, la struttura è stata sommersa dalle richieste. Giorno dopo giorno richieste di persone che volevano condividere questo nuovo modo di vivere le Maldive. Confortevole ma con dinamicità, semplice ma ricercato.

Nel frattempo Giacomo torna in Italia, si licenzia e inizia la sua nuova vita. La famiglia era letteralmente impazzita di felicità dato tutto quello che era riuscito a fare e ha quindi trovato grande approvazione e supporto anche da tutti loro. Con gli anni Giacomo ha inoltre sempre cercato di dare lavoro ai locali che vivono sull’isola come per le barche che escono per le escursioni, i transfer da e per gli aeroporti, la lavanderia e i pescatori. È quindi riuscito ad avere sempre di più l’appoggio e l’approvazione delle persone locali.

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Finalmente, dopo tutto questo, per Giacomo vivere a Samura è diventato ora come ora sinonimo di casa. Una casa in un’isola sperduta ed in mezzo all’oceano. Tutto è stato reso possibile ed agevolato dal fatto di sentirsi parte importante di un gruppo locale. Una delle sensazioni più belle provate nella vita. Ancora oggi si emoziona pensando a tutto quello che ha o meglio hanno costruito insieme. Sono 6 anni che vive alle Maldive e grazie a questo riesce a girare il mondo. E’ riuscito inoltre ad organizzare in loco, grazie al lavoro che ha svolto per 10 anni in un albergo italiano, un team valido. Quando lui è assente tutto prosegue secondo la normale organizzazione e la sua base rimane sempre Samura. Gira il mondo ma sempre alle Maldive ritorna.

Giacomo è grato alla vita perché se non avesse fatto un passo rischioso come quello, è vero, di lasciare un posto fisso a 30 anni oggi non sarebbe la persona che è. Si sente fortunato e non lo dimentica mai, grazie a questa scelta la sua vita è cambiata e ha visitato posti che mai avrebbe immaginato. Quello che più lo colpisce è che ad essere cambiata è soprattutto la sua mente. In passato su alcune cose era molto più chiuso forse perché conosceva poco quello che lo circondava. Il viaggio apre dei tasselli che nemmeno noi pensiamo di possedere. Da 5 anni a questa parte un mese all’anno lo passa in India e mai lo avrebbe immaginato. Ha imparato a viaggiare da solo, ne saremo davvero tutti capaci?

Quest’anno a gennaio, prima della pandemia, ha visitato tante città indiane a partire da Varanasi che da 4 anni è diventata la sua seconda casa (come dargli torto!). Hampi, Goa e tutto il Rajasthan fino all’Himalaya, poi prolungandosi verso la Cambogia e poi per la Birmania finendo il viaggio a Bali. A volte immagina se 6 anni fa non avesse fatto questa scelta, la sua vita sarebbe stata sicuramente diversa. Sarebbe stato felice lo stesso? Magari sì perché chiuso e dentro ad un sistema convenzionale e rodato ma senza però avere la possibilità di conoscere più di tanto e con tanti altri limiti. Per questo che ogni giorno quando si sveglia non smette di ringraziare l’universo dell’opportunità donatagli.

Anche i social sono una parte importante per lavorare nel terzo millennio e gli hanno dato la possibilità di farsi conoscere. Essere in contatto con una persona che parla la tua lingua e ti comprende aiuta a sentirsi un po’ più sicuri ad affrontare un viaggio oltreoceano in una struttura che non appartiene a nessuna grande catena.

Al Samura Maldives si respira un’aria familiare. Quando tutto è stato costruito la squadra ha pensato di far vivere agli ospiti una sensazione di casa. Qui sembra davvero di stare in una grande famiglia: si mangia tutti insieme con escursioni, passeggiate e tramonti.

La scelta di chiamare l’isola Samura perché in maldiviano significa bussola e rimanda proprio al concetto della direzione: la direzione e la meta che Giacomo ha scelto consapevolmente di vivere. 

Viacolbento l’invito l’ha ricevuto. Passata la pandemia, Maldive…arrivi(amo)!

Grazie Giacomo e buon viaggio a tutti!

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Samura Maldives

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