High Line

NEW YORK: LA “CAPITAL CITY” IN 4 GIORNI

Cosa vedere a New York, qualcosa di davvero particolare

Non è facile parlare di #NYC al passato. E’ un continuo presente, il presente che determina il futuro di ogni altra città al mondo. Conoscevo il “mal d’Africa” ma non ancora il “mal di NY”, ebbene sì: ho il trauma nostalgico post New York. Grande e piccola, caotica ma pacifica, raffinata e grezza, puzzolente ma profumata, ordinata e disordinata, frenetica ma tranquilla. Solo pochi aggettivi per identificare la città delle città, la madre di ogni realtà urbana che voglia definirsi davvero #underground.

Cercherò di descrivervi NY attraverso un’esperienza sensoriale, aggettivandola, per farvi davvero sentire, vedere, toccare, e annusare la realtà di questa multiforme città.

Grande e piccola: Manhattan & 75 1/2 di Bedford street

Il primo impatto e il primo colpo d’occhio sembrano non avere mai fine, sia si arrivi di notte che di giorno. Basta atterrare al J.F. Kennedy: una distesa di aerei, letteralmente una marea di arrivi e partenze. Quando poi si iniziano a percepire le alture, in zona Queens, comincerà subito a stagliarsi davanti ai vostri occhi qualcosa di davvero impressionante in particolar modo l’arrivo di sera, lungo la strada, riserva improvvisamente uno spettacolo unico poiché potrete ammirare e pregustare l’immensa distesa di luci che si staglia in verticale e in orizzontale: Manhattan by night. Appena riuscirete a penetrare, traffico permettendo o meglio, a mordere il primo pezzo della grande mela (magari sfiorando il Rockefeller Center) tenetevi subito pronti a deglutire con cautela perché si, davvero, inizierete letteralmente ad ingozzarvi e ad essere persuasi, stupiti, affascinati, travolti dalle mille luci e dai circa 2 mln di abitanti di Manhattan. Una passeggiata in Times Square sarà la prova del nove. Questa città senza fine vi meraviglierà #everyday poiché cela lati tra loro opposti e tra questi, ad esempio, qualcosa di meravigliosamente e incredibilmente piccolo, anzi stretto: una costruzione ottocentesca, una casetta a schiera  nel Greenwich Village in cui hanno abitato molti personaggi famosi e la troverete al 75 1/2 di Bedford street che è un mezzo numero civico proprio per indicare le sue proporzioni, davvero ridotte…però ricordatevi che siamo a NY dove tutto o quasi è #big.

Caotica ma pacifica: Times Square & New York Public Library

Decidere di soggiornare in Times Square non corrisponde alla voglia di annientarsi bensì al non essere agorafobici. Io ho optato per il centralissimo Riu Plaza Times Square, colazione inclusa: moderno, funzionale e dalla mia camera al 26 piano la vista nonché l’alba e il tramonto erano da…sogno! Qui, in #timessquare, il caos è sovrano, 24su24: led luminosi, musica a palla, mega store anzi mall of course, ristoranti di ogni tipo, genere, categoria, fiumi di gente…non è certo l’emblema della piazza europea con i suoi raffinati caffè e monumenti ma vi consiglio di scendere alla fermata metropolitana in Times Square, direzione 42 street, per ammirare il murales del famoso pop artist Roy Lichtenstein. Tutto questo è America anzi no: è solamente una delle multiformi personalità di Ny, quella che potremmo definire a tratti bipolare anzi, meglio, schizofrenica. Divertitevi anche a perdervi, sviando lo sguardo dal vostro smartphone o dalla cartina (oggetto vintage ma dal fascino #evergreen) perché se non comprenderete anche il tratto commerciale e paradossale della città rischierete di essere come il terapeuta che non comunica empaticamente con il suo paziente. Ecco, passeggiando per NY immaginate di essere voi stessi il terapeuta e la città, il vostro paziente: capirete ben presto che avrete a che fare con una personalità complicata, difficile, turbolenta ma a tratti (improvvisi) vi stupirà per la sua umanità e bontà magari  mentre, in maniera goffa e convulsa, proverete a far passare sul lettore magnetico la vostra Metrocard che non vorrà saperne di farvi accedere al binario ma improvvisamente, una calma signora prenderà la carta, riuscirà a sbloccare il tornello e con un sorriso pieno di gentilezza e pacatezza vi farà capire che tutto quello letto e sentito sui newyorkesi…è un luogo comune. Persone gentili e la considerazione umana non sono cose passate di moda, nemmeno a NY. Paradossale ma vero. La grande mela vi stupirà inoltre perché tra la sua ragnatela di strade e viali nasconde grandi e piccoli angoli incontaminati che trasudano storia: la Trinity Church al 75 di Broadway con il suo cimitero affogato tra le alture di Wall street e del World Trade Center, la New York Public Library al 476 della famosa 5th Av e qui salite al terzo piano per vedere la Rose Main Reading Room, o per chi abbia ambizioni goderecce consiglio di provare a respirare l’atmosfera del proibizionismo americano al mitico Oscar Wilde Bar Ny, 45 West della 27th strada e il cocktail consigliato: 50 shades of Dorian Gray, #obviously. Vedere per credere.

Raffinata e grezza: Doma Na Rohu & canotta style

Se Parigi è la vostra città del cuore ma non avete ancora sorvolato l’atlantico per scoprire NY sappiate che non potete sapere cosa si celi oltre il mare, nel Nuovo Mondo anche se certo dopo quelle lunghe 8h di volo diretto Emirates da Milano Malpensa. Anche qui la raffinatezza, e non il lusso, saprà conquistarvi e farvi capire che forse…Parigi ha delle buone e spietate rivali. Per rendere meglio l’idea vorrei suggerirvi di concedervi una pausa, prendendovi una cioccolata calda in caso fuori nevichi e il vento non vi lasci l’ossigeno per respirare, in un luogo d’altri tempi: legno, candele, fiori freschi, una leggera e gradevole essenza…siamo da Doma Na Rohu al 27 1/2 di Morton St  oppure mentre passeggerete tra le viuzze di Greenwich Village soffermatevi entrando nei bellissimi #shop dei molti designer emergenti (e qui davvero sembra di stare al Marais) oppure, ancora, fatevi rapire da quella che è una drogheria “old wild west”, con una meravigliosa selezione di Grace Tea Company: Mc Nulty’s Tea&Coffee Co al 109 di Cristopher street. Potrete, come già dettovi, riscontrare quotidianamente l’opposto di quanto appena descrittovi. Passeggiando, #around, non aspettatevi di vedere incarnare stile e savoir faire in ogni dove perché qui anche con -20 gradi ci saranno persone a passeggio per la città in infradito e canotta. Ad ogni modo, lo si voglia o no, da questa megalopoli vengono lanciate e dettate le tendenze. Perché NY è la tendenza ed è un melting pot di tendenze. C’è solo l’imbarazzo (a volte tanto) della scelta. What else?

Puzzolente ma profumata: vapor & Chelsea Market

Ad ogni semaforo, un tombino. Ad ogni tombino, una colonna di fumo. Ad ogni colonna di fumo, un olezzo pazzesco. Non stupitevi perché le famose colonne di vapore (si quelle che renderanno i vostri scatti fotografici uno spezzone di uno dei migliori film girati a Manhattan) non sono altro che condensa del teleriscaldamento newyorkese e vi assicuro che non emanano un buon profumo ma certo, fanno parte della scenografia. Puzza e sporco sembrano essere tratti caratterizzanti della #nysubway ma non ho trovato la metropolitana così tanto sporca rispetto ad altri esempi europei o asiatici (certo, ho visto tranquille famiglie di ratti rincorrersi tra i binari).  Durante il vostro tragitto in metropolitana vi imbatterete in bravissimi artisti come mi è capitato alla fermata di Times Square dove ho incontrato la reincarnazione di Basquiat e non potevo credere ai miei occhi perché aveva pure le #cornrows intrise di tempera oppure in bravi, allegri e simpatici musicisti mariachi messicani. Immagino, purtroppo, che dopo aver letto di olezzo e topi abbiate quasi di sicuro la puzza sotto al naso direi quindi giunto il momento di inebriarvi con i profumi del Chelsea Market al 75 della 9th Av. Qui si riuniscono numerosi bar, negozi e il meglio del fatto in NYC, cioè l’artigianato locale. Capirete quindi perché Ny fa tendenza, anzi è la tendenza. Tra i ristoranti da provare il The Green Table un affascinante ristorante biologico con prodotti freschi delle fattorie locali. Se visiterete Chelsea Market per pranzo vi consiglio, dopo una sosta al suo interno, di farvi una breve passeggiata fuori, per un buon caffè espresso con dei deliziosi cupcakes o condominiali cheescake, perché sì sono davvero multipiani, da Billy’s Bakery al 184 della 9th strada…il profumo del luogo saprà conquistarvi ma il gusto retrò degli arredi e l’urbanistica della zona vi porteranno indietro nel tempo: case basse, strutture di legno, porte cigolanti.

Ordinata e disordinata: Central Park & Theater District

Appena sarete al suo cospetto lasciatevi ogni pensiero alle spalle. Entrate, respirate a pieni polmoni e godete di cotanta lussureggiante natura: siete a Central Park . 5 km di lunghezza. 3 km di larghezza. Il polmone verde di Manhattan. L’ordine e il rigoroso disordine della natura fanno da padroni (a metà marzo, con in corso una debole nevicata, si potevano già intravedere splendidi crocchi sbocciati e quel leggero verde che sono le gemme sui rami). Strade, stradine, ponti, ponticelli, laghi e laghetti, anatre e oche, scoiattoli e volpi, newyorkesi e turisti…tutti lo attraversano ma chissà davvero quanti riescono a sentirlo, viverlo. Per gli abitanti locali è un tempio, la casa di tutti. Nei tiepidi week end primaverili molti si danno appuntamento per pic nic e momenti conviviali. Mentre lo percorrevo pensavo a quanto sia incredibile, in una metropoli così complessa, l’esistenza e la resistenza di tutto ciò che rende possibile la nostra esistenza: la natura. Proprio qui la città diventa lussureggiante e selvaggia ma a poca distanza, viene sfiorata dalla famosissima e civilissima 5th Av dove alti nuovi grattacieli sono in costruzione. La vista su Central Park, infatti, non ha prezzo e a qualsiasi prezzo. Come potrete vedere nel parco tutto ha comunque un ordine ed è infatti ben visibile l’opera costante di mantenimento e organizzazione del personale addetto alla manutenzione del parco. Per una sosta pranzo o cena, nel caso abbiate nostalgia della madrepatria, consiglio Rosi Salumeria al 283 di Amsterdam AvSe nel parco ordine e relax imperano non certo la stessa cosa accade la sera e la notte, in pieno Theater District, a Broadway. Tantissime persone che entrano  ed escono dai numerosissimi teatri per assistere ai famosissimi musicals. Un via e vai continuo. Un disordine costante: polizia, gente in strada, gente che corre, gente che spinge. Però, credetemi, le spinte e la quantità di persone non vi daranno fastidio alcuno (soprattutto se siete alla vostra prima visita) perché rimarrete letteralmente ammaliati (e storditi) dalle tantissime insegne luminose dei teatri: la vostra mente ripeterà continuamente tipo un mantra “sono in un film”. Comunque no, datevi un pizzicotto, è tutto vero. Disordine e bellezza. Le mille luci di New York. Qui luccica e brilla più che mai. Su Todaytix troverete biglietti scontati e last minute, news e aggiornamenti sulle varie programmazioni di Broadway.

Frenetica ma tranquilla: Wall street & Brooklyn

Se la frenesia del mattino, in zona Wall street, vi attanaglia e vi fa venire il panico per il vostro imminente rientro lavorativo non fate altro che, dopo essere approdati a Battery Park per andare ad imbarcarvi e vedere il simbolo di Ny e di tutta l’America: la Statua della Libertàcatapultarvi dall’altra parte della città e cioè in zona: Brooklyn. Qui, e precisamente a Williamsburg potrete immergevi in una realtà completamente opposta a quella di Manhattan. Il lato umano vi sembrerà più umano, la gente davvero local. Passeggiando, con calma, perdetevi tra i molti locali (famosi per il jazz) oppure tuffandovi a capofitto per la visita al Bushwick District : qui dove la street art impera e dove l’arte contemporanea, cioè quella che parla di vita vera, è leggibile e dipinta sui muriVi consiglio di pranzare o cenare in una caratteristica steakhouse ossia il St. Anselm al 355 di Metropolitan Av oppure se l’astice vorrete addentare in una particolare zuppa con giganti frutti di mare da Extra Fancy dovrete andare, al 302 di Metropolitan Av. Se preferite invece una passeggiata sospesa (in zona Chelsea) tra incanto e stupore percorrete l’intera High Line : una vecchia ferrovia ora diventata un percorso pedonale, un percorso artistico, un percorso architettonico urbano. La passeggiata saprà regalarvi scorci davvero underground e potrete fare i voyeur ammirando, tra le altre cose, gli splendidi bagni con vasca panoramica del nuovo Zara Hadid building, in costruzione. Percorrendo questo viale sospeso coglierete il senso e l’importanza di ricreare e rivalutare spazi dismessi e lasciati, molto spesso, decadere. Una “genialata” contemporanea di cui i newyorkesi vanno molto orgogliosi e della quale una squadra di volontari se ne prende cura, quotidianamente.

Queste le mie sensazioni vissute…ora tocca a voi dar libero sfogo! Go go go!

Tutti gli scatti di questo articolo sono di Tomas Sanvido

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